“Poiché la natura è principio del movimento e del cambiamento e il nostro itinerario si svolge intorno alla natura, non può restar nascosto che cosa il movimento sia” (Aristotele)


Nell'intero universo regna una perfezione “geometrica”: numeri costanti come il Pi Greco 3,14 (rapporto tra cinconferenza e diametro di un cerchio) e il Numero Aureo Phi 1,618 (rapporto fra due grandezze disuguali di cui la maggiore è media proporzionale tra la minore e la loro somma) sono presenti in natura e nell'arte. Negli alveari tra il numero delle api femmine e quello delle api maschi, nella disposizione dei rami negli alberi, delle foglie su un ramo, dei semi, degli stami o dei petali di alcuni fiori, nell'andamento a spirale delle pigne, dei cavolfiori o delle scaglie di un ananas il rapporto è sempre 1,618, nelle dimensioni delle piramidi egizie 3,14 è il rapporto tra perimetro della base e altezza, nel  Partenone, nella Gioconda questi numeri sono alla base dei concetti di armonia e bellezza, tanto che anticamente venivano detti “divini”. L'architetto romano Marco Vitriuvio ha tessuto le lodi dell'armonia matematica del corpo umano e Leonardo Da Vinci l'ha rappresentata nel famoso “Uomo Vitruviano” evidenziando regole matematiche che rendono la figura umana “proporzionata” ed in cui sono presenti i due “numeri divini”.  L'uomo vitruviano è inscritto in un quadrato in cui l'altezza  è pari alla distanza tra le estremità delle mani con le braccia distese e in un cerchio con le braccia e gambe aperte a descrivere due triangoli equilateri. Il centro del cerchio che inscrive la persona umana corrisponde all'ombelico mentre il centro del quadrato in cui si intersecano le due diagonali corrisponde al pube.


“Non possiamo vederla, annusarla, assaporarla o toccarla, eppure non c'è, nella nostra esistenza, null'altro che non sia per noi così continuamente presente come la gravità” (Dean Juhan D)


Proprio nella zona tra ombelico e pube nell'uomo è situato il baricentro del corpo, di primaria importanza per la coordinazione dei movimenti, per l'equilibrio, come stabilizzatore del bacino e centro di forza e controllo di tutto il corpo, fulcro del senso cinestetico di un individuo, ovvero della presa di coscienza di se nel contesto spazio-temporale. Con una serie di aggiustamenti automatici e inconsci il corpo contrasta la forza di gravità e si mantiene in equilibrio, in qualunque forma di movimento, tranne quando è sdraiato perché non deve resistere alla forza di gravità. Il baricentro si proietta verso il basso all'interno di una zona d'appoggio e fintanto che ricade all'interno di tale zona l'equilibrio viene mantenuto, quando invece si sposta verso la sua periferia si perde la stabilità e per mantenere l'equilibrio è necessario un aumento di lavoro muscolare o un veloce spostamento della base di appoggio. La stabilità è influenzata dalla grandezza e dalla forma della base di appoggio (più è ampia la base d'appoggio più è maggiore la stabilità) e migliora se è correttamente orientata nella direzione del movimento.


“il moto è causa di ogni vita” (Leonardo da Vinci)


Il bacino oltre alla funzione di sostegno della parte superiore del corpo e di coordinamento con gli arti inferiori, ha anche la funzione di contenitore degli organi digestivi e riproduttivi, quindi della “vita” la cui storia evolutiva è inscritta nel corpo umano. L'embrione, nel suo sviluppo morfologico, ne ripercorre tutte le tappe, dalla vita acquatica alla vita anfibia, dallo stadio rettiliano a quello dei mammiferi. Al di fuori del grembo materno attraversa poi stadi di organizzazione motoria quali strisciare, gattonare, camminare a orso, camminare su due piedi, correre, saltare, schemi radicati che, quando vengono sperimentati perfezionandoli, migliorano la postura. La pancia è poi fin dall'antichità considerata sede delle emozioni e recentemente è stata dimostrata l'esistenza di un asse addome-testa e di un secondo cervello che funziona autonomamente da quello superiore. La serotonina, il neurotrasmettitore del benessere, tiene continuamente aggiornata la testa su quanto avviene nella pancia attraverso un percorso dal basso verso l'alto. Michael D.Gershon, esperto di anatomia e biologia cellulare della Columbia University nel suo libro “Il Secondo Cervello” scrive che l'intestino aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni ed ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore perché rilascia serotonina in seguito a stimoli esterni quali suoni o colori e a input interni quali le emozioni.


“è solo quando si sa che cosa si sta facendo che si può veramente fare quello che si vuole” (Moshe Feldenkrais)


Le emozioni producono movimento e il movimento produce nuove emozioni che producono nuovi movimenti. La danza, istinto innato che appartiene all'uomo dalle origini, è dunque prodotta dalle emozioni e produce emozioni e, quale linguaggio non verbale, esprime la parte più autentica e integra di sé. Porgendo la giusta attenzione ai movimenti emozionali e al modo come essi vengono “trasdotti” dal corpo si sviluppa la consapevolezza di se nella dimensione spazio/tempo. Questa consapevolezza fa “sentire” il corpo che può essere “utilizzato” efficacemente e piacevolmente e la danza diventa leggera, spontanea e senza sforzo. Nel nostro cervello sono contenute due mappe topografiche del corpo, una somatomotoria relativa al movimento, l'altra somatosensoriale relativa alle sensazioni corpore. Ogni cosa che impariamo e che perfezioniamo portandola ad uno stadio di consapevolezza modifica la mappa e il modo in cui percepiamo e consideriamo noi stessi e determina la nostra immagine sensomotoria che tanto più è completa e fedele al nostro potenziale, tanto più garantisce maggiore autostima, soddisfazione e piacere.


“moVImento sTAtico”

moVImento sTAtico è un ossimoro dal momento che accosta due termini in antitesi tra di loro, movimento e statico: se c'è il movimento non c'è staticità. Ma se si considera che il movimento nasce da “dentro” e si esprime “fuori”, allora quell'apparente staticità esterna è indispensabile per un “ascolto” di quei movimenti interni con conseguente chiara rappresentazione esterna. Nelle due parole moVImento sTAtico sono poi contenute le due espressioni “momento statico” e “vita”. ll momento statico è la proprietà geometrica di un corpo che rappresenta la distribuzione della massa in relazione ad un certo asse e, calcolando le forze che scaricano il peso/forza sull'asse, determinara il punto in cui questo è distribuito in maniera uguale sia "sopra" che "sotto" l'asse stesso e per questo si annulla (statico). Il punto così determinato è il baricentro. Il baricentro umano (bacino) contiene la vita e le emozioni che deteminano il movimento e le sue “qualità”. Nella sua storia la danza, da istinto innato è stata "ingabbiata" in regole e codici "geometrici", sempre più mirante ad una perfezione stilistica fino alla rivoluzione di Isadora Duncan che, liberandosi da stretti tutu e scarpette di gesso, riporta il corpo ad una danza libera, vera perchè espressiva delle emozioni. Lo sforzo fisico, collegato all'ossessione del giusto deve cedere il posto alla piacevolezza e alla comodità del movimento naturale. Senza fretta che crea confusion ma con la lentezza che è necessaria per la consapevolezza e per il controllo della mente, sbagliando giacchè gli errori non si possono evitare e sopratutto seguendo la propria immaginazione creativa, ponte di collegamento tra mente e corpo. "Questa" danza migliora il benessere psicofisico, cognitivo e relazionale per cui non è privilegio solo dei cosiddetti “dotati” ma, per il suo valore estetico, formativo, fisico e spirituale, oltre che in campo propriamente artistico, ha una valenza nell'educazione comune.